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Chiuderà davvero YouTube?

Il 12 settembre del 2018 il Parlamento europeo ha approvato la discussa e controversa legge sul copyright, cioè la legge sul diritto d’autore, sancita dall’articolo 13. La riforma introduce nuovi principi nella tutela della proprietà intellettuale. Questa riforma è stata pensata appositamente per limitare l’attività di Google o Facebook, imponendo loro specifiche restrizioni come l’introduzione di filtri preventivi agli upload e la necessità di stabilire degli accordi che regolamentino i rapporti tra piattaforme ed editori.

Cosa temono gli utenti di YouTube

Se aprendo la piattaforma YouTube avete intercettato un banner che si riferisce all’articolo 13 e lo avete cliccato, avrete capito che si tratta della legge di tutela del diritto d’autore. In sintesi se d’ora in poi verrà caricato un video sulla piattaforma, violando i diritti del produttore, la responsabilità non sarà di chi ha fatto l’upload del video stesso ma della piattaforma che lo ospita. Per evitare danni, YouTube ha così deciso di attuare una autocensura preventiva, decidendo di cancellare milioni di video dalla sua piattaforma.

Di qui la paura di moltissimi utenti che YouTube che la piattaforma perda così il suo appeal da parte degli utenti e possa arrivare addirittura a chiudere.

L’intervento del Numero uno di YouTube

Susan Wojcicki, Ceo di Youtube scrive un post condiviso sul blog dedicato ai creatori di contenuti  e mette in evidenza le criticità dell’attuazione dell’articolo 13 e spiega perché le nuove norme fissate dalla riforma europea del copyright non siano per niente compatibili con il modello di business della piattaforma.

Su YouTube vengono condivise circa 400 ore di filmati ogni 60 secondi, viene da se che risulterebbe davvero impossibile garantire a priori la piena conformità dei contenuti caricati, anche impiegando tecnologie ad hoc. Viene per la prima volta fatta ammissione dal colosso YouTube l’impossibilità di attuate le regole previste dalla riforma europea. Per spiegare ancora più chiaramente la posizione del colosso di Montain View è la stessa Susan Wojcicki a dare una spiegazione plausibile, facendo un esempio concreto e dichiarando a tal proposito:

“Prendete la hit musicale mondiale Despacito. Contiene più copyright, dai suoni utilizzati per la registrazione ai diritti di pubblicazione. Sebbene YouTube abbia accordi con più realtà al fine di licenziare e pagare quanto dovuto per il video, alcuni di coloro che detengono i diritti rimangono sconosciuti. Ciò significa che dovremmo bloccare filmati come questo per evitare le responsabilità previste dall’articolo 13.”

Susan Wojcicki Ceo di YouTube

Da queste dichiarazioni possiamo trarre la conclusione che non si tratta solo di un problema o questione di responsabilità ma di complessità nell’attuare la normativa stessa. Questo esporrebbe a grossi rischi finanziari un video caricato dalla stessa community, un rischio che non potrebbe sostenere ne YouTube tantomeno qualsiasi altro colosso tecnologico.

Susan Wojcicki dichiara infine sulla questione:

Moltiplicate questo rischio per la grandezza di YouTube, dove oltre 400 ore di video vengono caricate ogni minuto e le potenziali sanzioni sono tanto elevate che nessuna azienda potrebbe mai assumersi un tale rischio finanziario.”

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