News

Nessuna ragione per preferire l’acqua minerale a quella del rubinetto, ma occhio all’etichetta

Infatti nelle acque minerali esaminate, sono state trovate tracce di sostanze come l’arseniconitrati, manganese, nichel e altri metalli ma in quantità minime e quindi consentite. Questo fa dedurre e concludere che non esiste un motivo reale per preferire le acque minerali e pensate che in Italia se ne bevono 10 miliardi di litri in bottiglia ogni anno. Vediamo insieme d’altro canto quali sono gli elementi potenzialmente pericolosi e a cui prestare attenzione quando compriamo l’acqua minerale.

Tutte le marche esaminate hanno ricevuto un giudizio globale molto positivo. Solo due però, Santa Croce Castellina, ed Eva Alta Valle Po, sono risultate di ottima qualità, con punteggio altissimo, valutando differenti parametri diversi.

Gli elementi da tenere sotto controllo

Il fatto che le acque minerali contengano anche in minima parte delle tracce di arsenico sicuramente non ci fa stare tranquilli. La legge inoltre non obbliga i produttori a riportarne la quantità e neanche la presenza sull’etichetta della bottiglia. Per legge sappiamo però che deve essere essere inferiore a 10 microgrammi /litro.

L’arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1. Si sono trovate infatti correlazioni dirette tra questa sostanza e l’insorgenza di alcune patologie oncologiche come il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.

Altre sostanze come i nitriti sono tossiche e per legge il limite nelle acque minerali è di 0.02 mg/litro. Sono composti che l’emoglobina, ostacolano l’ossigenazione e per questo sono particolarmente a rischio sono i neonati.

Il residuo fisso: perché è importante

Un elemento molto importante da tener d’occhio quando acquistiamo la nostra acqua minerale è il residuo fisso che è la parte solida, composta dai sali minerali, che rimane di un litro d’acqua dopo l’evaporazione a secco a 180°.

Più è alto il residuo fisso più l’acqua è ricca di minerali.Per esempio bambini ed anziani sono le categorie che più di ogni altra ha bisogno di minerali. Mentre quelli che hanno necessità di stimolare la diuresi devono invece orientarsi verso le acque oligominerali, le cosiddette diuretiche. Bisogna invece sfatare una falsa credenza secondo la quale le acque ricche di sali minerali possono far aumentare il rischio di calcoli renali. Infatti chi è predisposto o soffre di calcoli dovrebbe preferire il consumo di acque oligominerali proprio per la loro funzione diuretica. per esempio l’acqua minerale Uliveto favorisce i processi digestivi.

Acqua Ferrarelle, per esempio ha un residuo fisso superiore a 1200 mg/litro mentre quello dell’acqua Acqua S. Bernardo è 35,5 mg/litr. L’acqua San Bernardo inoltre viene raccolta in montagna, dove la presenza umana è più rarefatta, e contiene solo lo 0,002 mg/litro di arsenico.

L’imbottigliamento da tenere sotto controllo

Attualmente in commercio ci sono 250 marche di acqua minerale, circa 220 di queste vengono raccolte dai pozzi sorgivi ed essendo acque ferme, ci può essere il rischio che proliferino microrganismi. Molto importante quindi leggere nell’etichetta anche la provenienza delle acque stesse se stare attenti che non siano originarie da zone fortemente inquinate ma preferibile sceglierle invece nelle zone dei montagna dove è facile che le caratteristiche di naturalezza dell’acqua rimangano inalterate.

Il punto di vista del risparmio

Se abbandonassimo il consumo di acque minerali in bottiglia, potremmo risparmiare circa 198 euro all’anno. Le aziende produttrici sono in continua crescita e la pubblicità poi ha un ruolo determinante sotto questo aspetto. In Italia il mercato dell’acqua minerale è molto vastoe sviluppato rispetto agli altri paesi. Siamo infatti primi in Europa per consumo pro-capite di acqua minerale. Un altro aspetto da tenere in considerazione oltre quello economico è quello ecologico.  Quanta plastica si consuma utilizzando sempre le acque minerali in bottiglia?

 

Comment here