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Ambiente di lavoro tossico: come superarlo per non ammalarsi

Robert Sutton, professore di management alla Stanford University, ha scritto un libro The No Asshole Rule e lui stesso ha vissuto un’esperienza di mobbing nell’ambiente in cui lavorava. Da questa sua esperienza ha deciso di dare dei consigli concreti per sopravvivere negli ambienti di lavoro “tossici”.

Difendersi e non cadere nella trappola del litigio

Se l’ambiente in cui ci si trova è ostile, sicuramente la cosa da non fare è isolarsi e chiudersi in un angolo, bisogna “lottare e difendersi” se si vuole sopravvivere. Non sono da imitare assolutamente i comportamenti scorretti degli altri colleghi, ma certamente adottare strumenti di difesa è essenziale per sopravvivere.

Una cosa da evitare come la peste è andarsi a cercare il litigio, lo stesso Sutton scrive:”Riconosci quali sono le persone più sgradevoli e difficili da trattare e, se sono in circolazione, evitale“. Un tecnica che veniva usata da lui e i suoi colleghi in ufficio era per esempio informarsi dell’umore del capo, telefonando la mattina alla sua segretaria. Lui definisce queste strategie come “tecniche di pre-allarme“, utilissime per sopportare un carattere un pò troppo lunatico di un superiore.

Creare alleanze e non fare le vittima

Sicuramente farsi degli amici sul posto di lavoro aiuta e rende più forti. Le alleanze in queste situazioni sono molto utili e ci danno forza. Anche fare la vittima è sicuramente un atteggiamento sbagliato e che non giova ne alla carriera e tanto meno all’umore. le vittime a lungo andare stancano e si rischia che più nessuno voglia darci una mano, in caso ne avessimo bisogno.

Non diventare tu il carnefice

Tirando le somme alla fine Sutton mette in guardia i suoi studenti a Stanford dichiarando: “Uno degli avvertimenti che do ai miei studenti di Stanford, se fanno un colloquio in un posto in cui c’è un gruppo di persone sgradevoli o incompetenti, è, ‘Osservate le persone con cui lavorerete. È probabile che diventerete come loro. Non riuscirete a cambiarle”.

Proprio per questo motivo studiate una strategia di fuga, se non si vuole diventare un carnefice e non riuscire ad uscire dalla spirale negativa dell’ambiente di lavoro tossico.

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