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Marco Carta dopo il furto scappa a Mykonos

Venerdi 31 maggio, Marco Carta viene fermato alla Rinascente di Milano. Era accompagnato da una donna, sua amica e confidente, tale Fabiana Muscas. Quest’ultima è stata sorpresa con una borsa contenente 6 magliette da uomo del valore complessivo di 1200 euro.

I fatti della “spiacevole vicenda”

Per la donna è stato convalidato l’arresto ma non sono state prese misure cautelari, mentre per Marco Carta, che tramite il suo avvocato dichiara di essere totalmente estraneo ai fatti, è stato rinviato a giudizio con processo fissato al 20 di settembre. Sulla questione Marco Carta ci tiene a dire la sua: “Sono una persona onesta e certamente non rubo“.

Dopo una notte ai domiciliari e il giorno dopo in Tribunale, pareva che gli addetti alla sicurezza avessero preso un abbaglio. Ma le indagini dicono proprio il contrario e i filmati a circuito chiuso della Rinascente non mentono. Questa la dichiarazione di uno degli addetti alla vendita della Rinascente che già diversi minuti prima del fermo, si era insospettito per alcuni dei loro atteggiamenti. Queste le sue parole;”Vedevo entrambi i soggetti prelevare delle maglie al primo piano – ha dichiarato – e con le stesse salire con le scale mobili fino al terzo piano; fatto ciò, li vedevo entrare nei camerini di prova dove rimanevano svariati minuti. In questa fase, la donna restava fuori e passava le maglie al ragazzo che si trovava all’interno. Finito di passare tutte le maglie, la donna dava la propria borsa personale al ragazzo, che poco dopo usciva dai camerini. Entrambi usciti dai camerini, notavo che in mano non avevano più le maglie prelevate”.

Marco Carta decide di partire in Grecia

Una decisione veloce quella di Marco Carta, ha deciso infatti di volare in Grecia subito dopo l’accaduto e precisamente sull’isola di Mykonos. Mossa tattica per calmare le acque o un viaggio già previsto per cui erano utili quelle costose magliette firmate? Solo il 20 settembre si saprà la verità a processo. Per ora forse Marco potrà continuare le sue vacanza in attesa di essere giudicato dal tribunale.

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